Il settore automotive in Europa vive una crisi profonda


Le vendite di veicoli tradizionali stanno crollando, mentre l’aumento della domanda di auto elettriche (EV) non è ancora abbastanza per compensare il calo complessivo.

📉 Il mercato europeo ha mostrato segnali preoccupanti: le immatricolazioni di nuove auto in Italia sono scese del 10,7%, con 121.666 nuove immatricolazioni contro le 136.316 unità nello stesso mese del 2023. Anche negli USA, le vendite di auto sono ridotte dell'11,4% rispetto al pre-covid, delineando un quadro globale critico per il settore.

📊 La crisi è evidente anche in borsa: Volkswagen e Stellantis hanno subito forti cali, la prima in perdita del 21,43% e la seconda del 40,17% dal 31.12.2023. Un crollo che può diventare un'occasione per gli investitori, intenti a capire quanto rapidamente ci sarà l'inversione di tendenza e perché. La netta correlazione tra trend azionario e vendite (nel grafico in basso), ci si deve aspettare solo un aumento delle vendite. 

🔋 Il passaggio all’elettrico, seppure strategico, rappresenta un’impresa onerosa. L’industria deve investire massicciamente in tecnologia sostenibile. L'UE fatica a tenere il passo cinese, la cui quota di mercato europea è salita al 20% nel 2023. Inoltre, l’elevata dipendenza da semiconduttori extra Europa, lo rende un continente vulnerabile.

📈 FuturoSostenibile? Nonostante le difficoltà, la crescita dell'auto elettrica e della guida autonoma offre prospettive interessanti: negli USA si prevede che entro il 2030 metà delle auto vendute sarà elettrica;

l'UE ha stabilito la fine delle vendite di veicoli a combustione entro il 2035. Per una transizione efficace, servono regolamentazioni sulla guida autonoma e la riduzione dei costi di produzione degli EV.


🇮🇹 In Italia il settore è fragile. Il mercato dell’usato domina ancora: nel 2021 ben l'83,5% delle auto vendute erano di seconda mano. Fiat, con la Panda, mantiene la leadership nazionale, ma subisce un forte calo nelle vendite, mentre Tesla (+115%) e i produttori cinesi registrano significativi aumenti.

💡 Gli incentivi possono stimolare la domanda, ma da soli non bastano. Per esempio, il 45% degli acquirenti in UE attribuisce la scelta d'acquisto agli incentivi.

Ci sono però ostacoli strutturali:

- Infrastrutture: In Italia mancano punti di ricarica (6.700, contro i 100.000 necessari entro il 2030).

- Costi elevati di produzione: Il costo delle materie prime e la dipendenza dall'Asia rendono i veicoli elettrici troppo costosi.

- Concorrenza cinese: La quota di mercato in UE dei veicoli cinesi sta crescendo eccessivamente rispetto alle case europee.

🔮 La transizione verso l'autoelettrica non è destinata al fallimento, ma richiede una strategia ampia, che includa incentivi, investimenti in infrastrutture e riduzione della dipendenza da fornitori esteri. Solo le aziende che sapranno adattarsi velocemente e investire in tecnologia e sostenibilità potranno emergere come leader nel nuovo contesto automotive.


Fonti: 

Rainews.it

Collettiva.it

Pictet.com


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